77° OPEN D’ITALIA: TRIONFA L’INGLESE ROSS McGOWAN


Sul percorso dello Chervò Golf Club San Vigilio, a Pozzolengo (Brescia), ha superato il connazionale Laurie Canter e il belga Nicolas Colsaerts. Guido Migliozzi (22°) il migliore tra gli azzurri


Pozzolengo, 25 ottobre – Un gran finale con tante emozioni e colpi di scena. E l’inglese Ross McGowan, il più freddo nelle battute conclusive, ha vinto con 268 (66 64 67 71, -20) colpi il 77° Open d’Italia disputato per la prima volta sul percorso dello Chervò Golf Club San Vigilio (par 72), a Pozzolengo (Brescia), impegnativo e in ottime condizioni malgrado l’abbondante pioggia caduta, che però ha risparmiato l’ultima giornata. Il vincitore ha avuto ragione alla buca 18 del connazionale Laurie Canter e del belga Nicolas Colsaerts, secondi con 269 (-19). Tra le note positive del turno anche il 65 (-7) di Guido Migliozzi, miglior score di giornata realizzato anche da altri tre concorrenti, che l’ha portato dal 53° al 22° posto con 275 (-13), primo fra gli italiani.




McGowan ha firmato il secondo titolo alla 205ª gara sull’European Tour, dopo il primo distante undici anni (Madrid Masters, 2009), ma lo scorso anno era andato a segno nel Czech Challenge, terzo successo sul Challenge Tour, dove è a volte passato nei momenti meno felici della sua carriera. Agganciato dopo tre turni Canter, che nei primi due giri aveva viaggiato a suon di record (assoluto per il torneo sul giro con 60, -12, e lo score più basso eguagliato dopo 36 buche con 128, -16), non aveva iniziato molto bene, mescolando un eagle, un birdie, un bogey e un doppio bogey in otto buche, ma nemmeno Canter era quello visto in precedenza, così che gli errori di entrambi hanno allargato il numero dei pretendenti al titolo. A varie riprese si sono fatti avanti il sudafricano Duan Burmester, lo spagnolo Adri Arnaus, il tedesco Sebastian Heisele e anche il campione Martin Kaymer, ma tutti in dirittura d’arrivo hanno commesso svarioni determinanti che hanno lasciato via libera ai due protagonisti, anche se viaggiavano praticamente in par tra un’incertezza e l’altra. L’unico a metterli in difficoltà è stato il belga Nicolas Colsaerts, che si è lentamente avvicinato. Canter è tornato solo in vetta, ma ha sentito la pressione e con una flappa e relativo bogey ha rianimato McGowan che alla buca 16 ha pescato il jolly, imbucando per il birdie dal bunker e passando avanti, Canter ha reagito e con il birdie alla 17 ha ristabilito la parità sul “meno 19”, score che nel frattempo Colsaerts ha portato in club house con un birdie alla 18.


Si pensava a uno spareggio a tre, ma McGowan, veramente straordinario sul green, ha imbucato per il birdie e si è preso il titolo insieme all’assegno di 160.650 euro, su un montepremi di un milione di euro, e l’esenzione che lo riporta a tempo pieno sul circuito maggiore, Heisele ha recuperato in extremis un meritato quarto posto con 270 (-18) e al quinto con 271 (-17) si sono raggruppati Burmester, Arnaus, Kaymer, che può recriminare per una gran quantità di putt sbagliati, il nordirlandese Jonathan Caldwell e il 22enne norvegese Kristoffer Reitan, che sta cercando spazio dopo un bel passato da dilettante, anch’egli autore di un 65 che lo ha mandato tra i top ten.


Gli altri due 65 sono stati ottenuti dai francesi Damien Perrier e Antoine Rozner, decimi con 272 (-16). Difesa del titolo mancata dell’austriaco Bernd Wiesberger, 16° con 274 (-14), al quale è mancato il cambio di passo tutte le volte che si è avvicinato alla vetta.


Nell’ultimo giro non è potuto scendere in campo Joachim B. Hansen essendo il suo caddie, Adam Drummond, risultato positivo al Covid-19. Il danese, sebbene negativo al test del tampone, è stato escluso dalla gara e ora dovrà osservare dieci giorni di quarantena insieme a Drummond. Hansen 33° posto 207 (-9) colpi.


Presenti alla cerimonia di premiazione – tenutasi sul green della buca 18 – Franco Chimenti, Presidente della Federazione Italiana Golf e Vicepresidente vicario del CONI; Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2023; Alessandro Rogato, Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali FIG; Francesco Calcara, Direttore Generale DS Automobiles Italia; Elena Rusinenti, Direttrice Marketing Rolex Italia; Pietro Apicella, Presidente dello Chervò Golf Club San Vigilio.

McGowan, il campione che ama lo sport a 360° – Alla vigilia dell’Open d’Italia McGowan sognava il riscatto dopo un 2020 difficile. Ha costruito il suo successo nel secondo giro, avvicinandolo nel terzo e prendendoselo al fotofinish. Nato il 23 aprile del 1982 a Basildon, contea dell’Essex, s’è laureato alla University of Tennessee nel 2006. Nello stesso anno è diventato professionista e nel 2009 ha festeggiato la sua prima impresa sull’European Tour al Madrid Masters. Ora un nuovo trionfo per un player che ama lo sport a 360°. Grande tifoso dell’Aston Villa, oltre al calcio adora il rugby, il cricket e il football americano. E dopo un 2020 avaro di successi ha festeggiato l’impresa in Lombardia grazie a due “miracoli”, così ha definito i capolavori alla 16 e alla 18, nel finale.

Ross McGowan: “Nella mia testa c’è un festival di emozioni. Sono strafelice della mia vittoria e di come sia riuscito a ritrovare il feeling di gioco giusto.
La svolta della gara è arrivata con il birdie alla buca 16 quando ho messo a segno un ottimo colpo dal bunker che mi ha dato slancio per poi realizzare il colpo vincente alla 18.
Non mi aspettavo questo successo perché non mi sentivo in grande forma all’inizio della settimana e avevo paura che il campo non si addicesse alle mie caratteristiche.
Giorno dopo giorno, però, ho acquisito più fiducia soprattutto nei colpi intorno al green. Ora voglio rilassarmi davanti a un bel bicchiere di vino rosso e assaporare questo momento”.

Gli altri italiani – Federico Maccario e Francesco Laporta hanno concluso appaiati al 30° posto con 276 (-12). Il primo, 26enne nato a Nizza in Francia, tre titoli sull’Alps Tour, ha girato in 68 (-4) colpi con quattro birdie, guadagnando undici posizioni. “Non pensavo – ha detto – di esprimermi in maniera così regolare e in crescendo nei quattro giri e di concludere con un round bogey free dovuto a un mix di qualità e precisione. Devo peraltro ringraziare il mio caddie Edoardo Lapo Imperatore per il suo supporto. E ora al lavoro con tecnico, preparatore atletico e mental coach: ho ancora tanto da fare per migliorare ulteriormente”.


Laporta, 30enne di Castellana Grotte, dominatore lo scorso anno del Challenge Tour con due titoli e la leadership nell’ordine di merito in una stagione iniziata con il successo nel Campionato Nazionale Open, si è espresso con un parziale di 69 (-3, cinque birdie, due bogey) recuperando due posti in classifica. “Sono partito molto bene – ha spiegato – poi come nei giorni precedenti ha perso un po’ di ritmo nelle seconde nove buche, Sono comunque soddisfatto della mia prestazione, sicuramente buona. E’ migliorato il mio gioco con il putter, mentre devo risolvere qualche problema con il driver e tornare subito in palestra, che non ho potuto praticare questa settimana, per fare lavoro fisico”.

Hanno terminato tutti e tre con uno score di 70 (-2) Lorenzo Gagli (quattro birdie, due bogey), 55° con 281 (-7), Lorenzo Scalise (cinque birdie, tre bogey), 63° con 283 (-5), e Renato Paratore (sei birdie, quattro bogey), 65° con 284 (-4).