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Il mondo celebra Woods

Aggiornato il: 24 apr 2019

DA TRUMP A OBAMA, ENTUSIASMO PER L’EXPLOIT DI TIGER AI MASTERS


“Il più grande ritorno dai tempi di Muhammad Ali”. Il mondo celebra il quinto trionfo Masters di Tiger Woods, che, nell’ottantatreesima edizione del più prestigioso major del golf, ha reso possibile l’impossibile.


Da Donald Trump a Barack Obama, da LeBron James a Stephen Curry, passando per Serena Williams, le star americane omaggiano il golfista californiano che scala la classifica e punta a tornare il numero uno. Ma non c’è solo il ranking, perché l’impresa di Augusta ha scatenato nuovamente la Tiger-mania.

Per il presidente degli Stati Uniti il fuoriclasse californiano è “un vero grande campione”. E su questo concorda anche l’ex inquilino della Casa Bianca, Obama, che afferma: rappresenta una “testimonianza di eccellenza, grinta e determinazione”.

Il “Prescelto” LeBron, stella approdata questa stagione ai Los Angeles Lakers, definisce l’ex numero uno al mondo del green come “fonte d’ispirazione”. Serena Williams è scoppiata in lacrime dopo l’affermazione di Woods, “grande come nessun altro”. Mentre un’altra star della Nba, Curry, sottolinea l’exploit di Woods come “una delle più grandi rimonte della storia dello sport”. Esattamente la stessa opinione della stampa internazionale. Con il britannico Daily Telegraph che in prima pagina ha incoronato il campionissimo Usa, parlando del “più grande ritorno dai tempi di Ali”.


Woods come Cassius Clay, il pugile-mito diventato icona dentro e fuori dal ring. E che con le sue battaglie ha coinvolto politica, religione e lotta sociale. Un po’ come Tiger, il primo giocatore di colore e il più giovane nella storia a vincere il Masters nel 1997. “Il ritorno del re” scrive invece The Guardian, “The walking miracle”, è l’apertura del Times. “Trionfo per Tiger” il pensiero di Usa Today. Con il New York Times che ha parlato di “una delle imprese più importanti nella storia dello sport”. Per L’Equipe Woods è “un gigante”. Dalla Spagna all’Irlanda fino ad arrivare in Scozia e in Germania, l’ultimo capolavoro di Woods ha fatto parlare tutto il mondo. Quella di Woods è una storia di grandi ritorni, come spesso lo sport è riuscito a raccontare. Di campioni senza tempo come Roger Federer, che tra lunghe pause e ipotesi di addio, è riuscito a riprendersi nel tempo Slam e primato.

Ventidue anni dopo la prima volta, quando era solo un ragazzo prodigio, Woods è tornato a vincere il Masters. Ancora nel teatro dei sogni del green e dopo aver pensato anche di smettere. E’ caduto e s’è rialzato, Tiger. Anni fatti di trionfi e di scandali. E di infortuni, con le operazioni alla schiena che prima lo hanno messo al tappeto e poi si sono trasformate in uno stimolo a tornare più forte che mai. La crisi coniugale che portò al divorzio, le notizie sui ripetuti tradimenti e le scuse pubbliche. Quindi il ricovero per la sesso-dipendenza. La rinascita, il nuovo crollo, l’arresto per guida in stato di ebbrezza e l’abuso di farmaci.


Ma Tiger non ha mai mollato. E ora punta a polverizzare ogni record. Cinque le “Green Jacket” in carriera contro le sei di Jack Nicklaus. Quindici i Major nel palmares del californiano contro i diciotto sempre dell’ “Orso d’oro del golf”, Nicklaus. I trionfi sul Pga Tour del nuovo numero sei mondiale sono ora ottantuno contro gli ottantadue del recordman Sam Snead. Il californiano è tornato a vincere un torneo del Grande Slam undici anni dopo gli Us Open 2008 di Torrey Pines (California), diventando il secondo vincitore più anziano del Masters. E ora, dopo aver rivisto la vetta, vuole riprendersela senza più fermarsi.

Ma la più grande soddisfazione di Woods è tornata ad essere la famiglia.

“Vincere davanti ai miei figli - ha detto commosso - è la cosa che più mi rende orgoglioso. Ora finalmente mi vedono gioire. E questa è la vittoria più bella”.